domenica 13 dicembre 2009

Domenica di Gaudete



«Viene colui che è più potente di me»
San Massimo di Torino

Giovanni non ha solo parlato alla sua epoca, annunciando il Signore ai farisei, dicendo: «Preparate la via al Signore, raddrizzate i suoi sentieri!» (Mt 3,3). Oggi, egli grida in noi, e il tuono della sua voce scuote il deserto dei nostri peccati. Pur essendo egli sepolto nel sonno del martire, la sua voce risuona ancora. Egli ci dice oggi: «Preparate le vie del Signore, raddrizzate le sue vie»...

Giovanni il Battista ha dunque ordinato di preparare la via al Signore. Vediamo quale strada ha preparato al Salvatore. Dal principio alla fine, egli ha perfettamente tracciato e ordinato il suo cammino per l'arrivo di Cristo, perché è stato in ogni cosa sobrio, umile, parco e vergine. È descrivendo tutte queste sue virtù che l'evangelista dice: «E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico» (Mt 3,4). Qual più grande segno di umiltà in un profeta, del disprezzo degli abiti morbidi per vestirsi di peli ruvidi? Quale più profondo segno di fede che essere sempre pronto, con una semplice cintura ai fianchi, a tutti i doveri del servizio? Quale segno di astinenza più evidente della rinuncia alle delizie di questa vita per nutrirsi di locuste e di mele selvatico?

Tutti questi comportamenti del profeta erano a mio parere profetici in se stessi. Quando il messaggero di Cristo portava un abito ruvido di peli di cammello, questo non significava semplicemente che Cristo, alla sua venuta, avrebbe rivestito il nostro corpo umano, dal tessuto spesso, ruvido per i suoi peccati?... La cintura di pelle significa che la nostra carne fragile, orientata prima della venuta di Cristo sul vizio, egli l'avrebbe condotta alla virtù.

martedì 10 novembre 2009

La casa de los Heraldos del Evangelio en Roma

Rome Reports

The home of the Heralds of the Gospel in Rome

Rome Reports

sabato 7 novembre 2009

Scompare Mons. Angelo di Pasquale

Una pagina viva della Storia della Chiesa


Il 2 ottobre, festa dei Santi Angeli Custodi, è morto a Roma Mons. Angelo Di Pasquale, ad 84 anni di età, dopo più di sei decenni di fecondo ministero sacerdotale.

Cerimoniario di cinque papi e canonico della Basílica di San Pietro

Nato a Genova il 4 Gennaio 1925, fu ordinato sacerdote nel 1948 e, già nell'anno successivo, invitato a collaborare presso la Segreteria di Stato della Santa Sede, dove ha lavorato per 41 anni.

Dal 1955 fino al 1997 ha servito come Cerimoniere Pontificio cinque Papi (Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II) e in tale veste è stato presente in quattro conclavi. Nel 1997, Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Protonotario Apostolico e Canonico onorario della Basilica di San Pietro in Vaticano.

Questa lunga esperienza al servizio del Vaticano, sommata alla sua memoria prodigiosa, ha fatto sì che venisse descritto come “una pagina vivente della Storia della Chiesa”.

Rettore di San Benedetto in Piscinula

Nel 2003, il Vicariato di Roma ha affidato agli Araldi del Vangelo la Chiesa di San Benedetto in Piscinula, di cui Mons. Di Pasquale era rettore da più di 20 anni. Si può dire chei sia cominciata in quel momento una nuova fase di vita dell’illustre sacerdote.

Castigato dal peso dei secoli, lo storico tempio necessitava di interventi urgenti e gli araldi se ne sono fatti carico. Tra i molti altri compiti, sono stati consolidati i muri, riparato il tetto e le pareti interne e recuperati i begli affreschi medievali. Ancora più importante, le celebrazioni liturgiche sono state riprese e il culto ha acquistato una nuova vita. “Considero un vero dono della Vergine di Fatima, l’avere con me, a San Benedetto in Piscinula, i carissimi Araldi del Vangelo”, diceva Monsignor Di Pasquale in una lettera diretta a Mons. João Scognamiglio Clá Dias.

Tra Mons. Di Pasquale e gli Araldi del Vangelo è nata dunque una solida amicizia testimoniata da queste parole da lui scritte al Fondatore degli Araldi, “Considero un dono speciale della Provvidenza aver incontrato e conosciuto lei e gli araldi, collaborare nelle vostre attività pastorali, far conoscere l'istituzione e il suo carisma, nella fedeltà alla Chiesa e al Papa. E mi sento felice e onorato di offrire la mia umile, ma totale disponibilità per la diffusione del Regno di Cristo, della giustizia, dell'amore e della pace”.


domenica 6 settembre 2009

Matrimonio di Simone Sperandio ed Eleonora Salvatori

Con grande gioia sono stati accolti i novelli sposi nella nostra chiesa di SBP , gioi a acrescentata per il battessimo, nella stesa oportunità dei due gemelli. Il sacerdote oficiante, loro parroco, era commosso per questa vicenda così felice.